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Vento [entries|archive|friends|userinfo]
Alessandro

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Notte Salata [Aug. 18th, 2007|09:30 pm]
Camminava lentamente, quasi strisciando, verso la notte piu' buia.
I suoi passi, pesanti, risuonavano nella sua mente. I suoi occhi, lucidi, non riuscivano a piangere.
Le sue catene lo ancoravano al passato, alle sue emozioni, non riusciva a osservare dove stesse andando.

Respirava profondamente, mentre il silenzio attanagliava la sua mente.
Le stelle, non riusciva a osservarle. Rincorreva l'alba fugace che sarebbe apparsa nel mattino dorato.
Ma non riusciva a scorgerla, immerso nei suoi passi stanchi e pesanti.

"Voglio andare lontano. Oltre l'orizzonte..."
Cadde sull'erba, esausto.
Respirò.
"Voglio solo... andare oltre l'orizzonte..."

Nella solitudine, si toccò la faccia.
Sorrise.
"Non vale essere l'unico colpevole."
Si toccò il mento, le spalle, e si ricordò di essere vivo.
"Non vale essere nato in questo mondo, in questo posto. Il mio passato non vale. Non vale... essere solo."

Una lacrima gli sgorgo' dal viso. Le sue guance vennero rigate dal sale, una goccia piu' potente del mare.

Aveva conosciuto molti errori, molti amori, molte persone.
Ogni volta cadeva verso il terreno, chiedendosi mille domande, per poi lasciar passare tutto quanto in un mare di indifferenza.

"Non sono un protagonista di una storia" si disse "sono solo un comprimario..."
Riusci' a piangere dopo anni.

Si ricordò improvvisamente tutto l'amore che provo' in vita, tutte le sofferenze.
Si chiese se fosse davvero l'unico a capire cosi' bene cosa stesse provando.

In lui amore e confusioni regnavano, ma l'odio era lontano.
L'amarezza di vivere una vita solitaria, in un posto solitario, lontano da quell'alba lo dilaniavano, rendendolo sempre piu' simile a uno spaventapasseri solitario.

Sorrise, gioioso nella sua tristezza piu' assoluta, nel rifiuto totale del suo essere.
Per qualche motivo sorrise.

Si rialzò.
Continuò ad arrancare sull'erba bagnata dalla rugiada notturna.
Si avvicino' all'alba dorata, la vide da lontano; dopodiche' ci fu ancora buio, nella notte piu' profonda; e solo il rumore di gocce salate solco' la notte.


~ E' tutto a posto
nell'immensita' della notte
solitudine di sogni
odore di pace nell'oscurita'.

Dentro ai miei occhi
l'immensita' di una notte
tutto a posto sul mondo
la pace dell'eternita' in me
questo mi basta... questo mi basta.
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Melodie [Apr. 9th, 2007|08:44 pm]
Buttare giu' due parole. Scrivere.
Non importa che cosa. Non importa il testo.
Non importa il soggetto, non importa il racconto.
Non importa la rima, non importa la musicalita'.
L'importante e' la melodia, la sensazione che entra dentro alle metafore, l'emozione che uccide la propria solitudine.
L'importante e' scrivere, e' far ragionare le mani, con una canzone in sottofondo.
L'importante e' inglobare le emozioni che il tramonto ti da', e ingabbiarle dentro al proprio cuore. Ogni tanto bisogna pedalare, con una ruota sgonfia, al crepuscolo.
Perche' niente e' regalato, il futuro non viene mai da solo.

Cosa puo' fare un uomo per scordarsi il dolore? Come puo' un uomo essere sordo di fronte ad una vita passata nella solitudine delle proprie paure?
Che cosa puo' inventarsi un uomo per trasmettere la profondita' di un tramonto d'aprile, la solitudine di una metafora inesplicabile, la grandezza di un istante che non puo' essere espressa?

Io credo che bisognerebbe inventarsi una melodia, un'armonia naturale, scrivendo, scrivendo, scrivendo, senza rileggere la frase. Senza guardarsi troppo indietro.

Bisogna amare per capire l'emozione di sentirsi traditi e rifiutati dal mondo.

Bisogna abbracciare un amico, per poi sentirsi soli.

Bisogna sognare vecchi amori e versare lacrime amare, per vivere.

Cosa deve fare un uomo che abbraccia la solitudine, per non sentirsi piu' solo...?
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Un segreto della luna. [Aug. 21st, 2006|03:58 pm]
Metafore di un mondo sconosciuto, di frontiere irrealizzabili, di sogni oltre l'alba nell'oscurita' dello spazio.
Paesaggio quieto, senza rumori, senza musica. Eternita', sopra ai propri occhi, bagnati dalle lacrime che solcano una vita senza conoscenza, crogiolati dal logorio di un'ignoranza che mai plachera' la propria sete di scoperta.
La superficie dell'universo e' l'infinito fatto materia, e' un sogno indefinito del genere umano, e dei propri sentimenti.
L'uomo non esiste nello spazio, esistono solo le sue emozioni piu' pure e genuine. Tra le stelle, tra quel sentimento di meraviglia supremo che si cela agli occhi della luna, non esiste l'uomo. Esiste solo la sua anima.
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Luna Piena [Jun. 6th, 2006|05:44 am]
Continua a sognare, al limitare della notte, nelle tinte dell'oscurita'.
Sogna, del futuro, del passato, e del presente. Del vicino e del lontano. Di amori e di odi.

Questo e' il mio mondo, la mia realta'. Sogni inframmezzati tra di loro, con spicchi di realta' che brillano al chiaro di luna.
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L'aria di Maggio [May. 21st, 2006|04:55 am]
Sei una sensazione. Il risveglio nel giorno di Maggio.

Sei un'emozione. L'ultimo respiro prima del sonno.

Sei un'idea, e non ti accorgi di essere tale.



Sei l'emozione piu' forte.


Eppure, stupidamente, non riesci a realizzare una cosa tanto semplice.
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Dreamer [Apr. 18th, 2006|06:42 pm]
Il sognatore si aggrappa all'essenza stessa dei sogni.
Si nutre del suo coraggio e delle sue paure, ammirando il dolce cielo azzurro, tastando il respiro del mondo, con la compagnia dei suoi sentimenti piu' profondi.

Il sognatore puo' sembrare cupo, a volte. E' duro da sopportare il fallimento di un sogno per cui si e' dato tanto.
Ma in realta', il sognatore e' solo un po' confuso. In cuor suo e' ottimista, e continuera' la sua strada, come sempre.

Il sognatore, qualunque cosa succede, si aggrappera' ai suoi affetti, al suo ottimismo, alle sue speranze.
Semplicemente, e' fatto cosi'.

Penso di essere un sognatore, a volte.
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Vuoto [Mar. 27th, 2006|03:45 pm]
Queste sensazioni cibano le mie emozioni. Cambiano il volto del mondo.
Per poi risalire, e scendere, tra mille pensieri.

Queste emozioni bruciano dentro, ma pare che le persone non se ne accorgano.
Oh, be'. Non si puo' effettivamente pretendere l'affetto delle persone che non vogliono elargirtelo.

Questa sensazione di vuoto, colmata da una passione che sta per nascere, in mezzo alle altre, accarezza dolcemente la tristezza di un anno solitario, malinconico, dolce, lento.

Questo sentirsi messo da parte, per tutto quanto, fa un po' male. Ci si e' abituati, ma mai troppo.

E la musica continua. L'incalzante batteria, ritmata, graffia la chitarra. Il basso si ritaglia il suo spazio, mentre la voce, assente, sta osservando il cielo, ancora una volta.

Questa sensazione di vuoto fa un po' male. L'importante e' avere la forza di sperare ancora, e di camminare leggeri sotto il cielo azzurro, finche' si puo'.
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Corvi ~ (Racconto) [Mar. 18th, 2006|04:05 am]
Il tramonto accarezzava il mondo, frenetico, solitario, confuso, cieco. Le sue tinte arancioni schiarivano il cielo, alimentando la sua freschezza eterna, mentre la notte sembrava cosi' lontana, immersa in un sogno che ancora doveva essere vissuto.

L'argine del fiume era alto, le pareti erano ripide. Camminava su di esso, lentamente, osservando il mondo, vivendo l'essenza piu' pura di quell'atmosfera, che lo assorbiva da capo a piedi.
Le sue vesti riflettevano il bianco e il nero, quasi inglobando l'emozione di quei momenti.

Cammino' per molto tempo, mentre il borgo, ammassato e lontano, si faceva sempre piu' piccolo.
I suoi capelli respiravano l'aria del tramonto, nell'immobilita' del mondo. I suoi sguardi, rivolti verso le tinte del cielo, erano stanchi, ma ancora pieni di meraviglia e stupore.
Una folata di vento afoso fece volteggiare la sua chioma, mentre la cravatta nera danzo', quasi facendo parte di quell'effimero tramonto.

Ne aveva visti tanti di soli calati al crepuscolo. Aveva provato molte volte questa sensazione, immaginandosi quasi una musica malinconica, vivace, ritmata, che soffiava nelle sue orecchie.
Riusciva quasi a sentire il suono della chitarra graffiante, della batteria, e si ritrovo' a sognare questo stesso momento.

Mise da parte i pensieri, le preoccupazioni, gli amori, le delusioni. Si rese conto di essere solo, solo, in questo momento, che pareva quasi un sogno.
Afferro' la sua verita', come se fosse diventato davvero un tutt'uno col tramonto. Capi' di stare provando emozioni cosi' forti che nessun altro avrebbe potuto afferrare, modellare, esprimere. Le radici erano profonde, impossibili da sradicare, inutili da mostrare agli altri.

Si chiese, come d'istinto, se le altre persone potessero capire questo. Si ritrovo' a pensare se la persona che amava avrebbe potuto, un giorno, afferrare la grandezza di questi momenti.
Mentre la musica diventava forte, potente, e il filo malinconico che legava queste note a lui diventava sempre piu' teso, uno stormo di corvi volo' lontano, gracchiando, e le tinte del cielo divennero sempre piu' forti, fondendosi in una cromatica emozione dipinta di rosso ed arancio.

Si mise la mano sulla fronte, e un'altra folata di vento gli mosse leggermente i capelli. Sorrise, quasi tristemente, e continuo' a camminare sull'argine, solitario, immerso in un effimero tramonto come tanti, con la sensazione che nemmeno i corvi avrebbero potuto carpire l'anima dell'effimero calar del giorno.
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Immagine [Mar. 16th, 2006|03:19 am]
L'immagine danzante
Di un emozione che muta

La paura della distanza
Che rapisce l'anima

La sensazione fresca
Della stagione fiorita
Si ripara sotto al cielo azzurro
Svanendo all'alba

E l'emozione canta
Dolcemente, tra i fili d'erba
Sul destino d'una poesia

Canta questi versi
Lascia che la tua anima
Tocchi le porte del cielo

Puoi abbracciare le nuvole
Spezzandoti le ali

Puoi amare le emozioni
Con la gentilezza del mondo

Sulla tua strada
Canti la tua poesia ignota

Sulla tua strada
Dolcemente dedichi i tuoi versi

Sulla tua strada
Il tuo canto e' dolce

Sulla tua strada
Il tuo canto solitario risuona,
con la malinconia del tuo respiro.
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Ibrido [Mar. 10th, 2006|05:21 am]
Come scordare?

Come dimenticare le giornate di anni fa, passate a osservare il cielo al tramonto, mentre la stessa atmosfera cambiava da sola, seguendo un flusso che non sapevo spiegare?

Come dimenticare tutte le emozioni che ti sono bruciate dentro, fino a farti scoppiare il petto, sdraiato sull'erba, sotto il rosso tramonto, cosi' caldo e affettuoso?

Come si puo' dimenticare una speranza che da anni vive nella tua anima, che ha cambiato forma, sotto al cielo del tramonto... come si puo' sostare in un tempo come questo, troppo piccolo, troppo diverso da quello che volevi?

Si possono davvero abbandonare le emozioni che un uomo prova dentro di se'?

Non lo so... so solo che, fin da quando me ne sono accorto, ho vissuto con una consapevolezza che non sono mai riuscito a spiegare. Mi sono nutrito di emozioni, di atmosfere. Prima la solitudine della citta'... poi il rosso tramonto... poi il fresco cielo di primavera. E null'altro. Non ho mai fatto affidamento su altro.

E' dura quando ti risvegli, in primavera. Quando ricordi tutto quanto, quando la dolcezza d'una malinconica vita ti colpisce il cuore, trafiggendolo ulteriormente. E' dura quando riacquisti cio' che avevi perso, nel flusso d'un tempo in cui non volevi neanche essere immerso.

E' dura svegliarsi e capire che cio' che intimamente sei, tutti lo ignorano.

E' difficile quando le atmosfere del passato, che hai voluto provare cosi' intensamente, tornano tutte indietro, di botto. E' difficile: il sogno e' sempre quello.
Nulla di trascendentale o eccessivameente onirico.

Eppure non si riesce ad ottenerlo, e' ancora lontano: e non mi resta che piangere silenziosamente nei miei silenzi, mascherandoli col mio solito sorriso malinconico, cibandomi di una vecchia emozione..
Sdraiato sull'erba, al caldo tramonto, come tanti anni fa.

______________

I wanna believe that here is only partway through
I can feel
I can feel that hybrid rainbow
Even we, who weren't chosen up till yesterday
Are holding onto tomorrow.


The Pillows - Hybrid Rainbow
link

(no subject) [Mar. 5th, 2006|05:22 am]
E' un'emozione unica. Se il proprio cuore riesce ad elevarsi oltre il dolore, volare in alto, con lo sguardo, si incontrano miracoli.

Basta cosi' poco, cosi' dannatamente poco. Una melodia potrebbe essere abbastanza.
Una melodia che fa danzare il tuo cuore, liberando i propri sentimenti. Una melodia che ti tende la mano, riuscendo a farti rialzare dal dolore di una vita solitaria.
Se solo le persone riuscissero piu' facilmente a capire una cosa tanto semplice.

Intendo dire... che emozione puo' regalare un'alba, una parola gentile, un sorriso sincero, un tramonto, un cielo come molti? Che emozione puo' mai spirigionarsi da un filo d'erba, come tanti, mosso dal leggero sussurro del vento, mentre il tempo incalzante continua a far pesare la propria esistenza sull'effimera mortalita' degli uomini?

Che cosa potrebbe mai sprigionare un pensiero pulito e dolce come questo? Un pensiero in cui le ombre sono comunque presenti, ma messe da parte, volontariamente?

Perche' questa non potrebbe essere vera felicita'? Sono emozioni, come tante, che in ogni momento ogni uomo dovrebbe riuscire a provare, elevandosi dal mondo degli uomini, che di rado lascia spazio a questi sogni puliti e limpidi, cosi' limpidi come il cielo di primavera.

Vorrei che tu potessi capire quel che scrivo.
Vorrei che non vivessi solamente nel tuo mondo, ma che aprissi il tuo cuore.
Come mi piacerebbe se qualcuno condividesse con me tutto questo. Sarebbe tutto cosi' completo.
link

Per iniziare ~ [Mar. 1st, 2006|06:53 pm]
Tecnicamente questo e' un blog, ma preferisco chiamarlo "diario delle emozioni".

Non vi sara' data la possibilita' di commentare. Mi interessa relativamente poco di quel che pensate su quel che scrivo in questo spazio. Se proprio dovete dirmi qualcosa, ditemelo in privato. Se non avete il mio contatto e fremete dalla voglia di parlarmi, mi dispiace.

Fate finta che questo spazio sia un semplice diario, che creo ad uso privato, e che metto a disposizione a tutte le persone che ruotano intorno alla mia vita. Per questo, di quel che potete pensare, non mi interessa granche', a meno che siate persone vicino a me.

Non aggiungero' nessuno in "friends" e ne' linkero' altri spazi privati. Questo non perche' voglia apparire un lupo solitario, ma perche' questo spazio non e' nato con questa intenzione.

Questo e' lo spazio di un ragazzo come tanti. Se non vi sta bene, vi consiglio di levare i tacchi, e cercarvi un blog simil-adolescenziale, di sicuro molto piu' interessante di questo mattone emotivo.

Non modifichero' il layout fino a farlo diventare un mini-sito super extra photoshoppato. Questo e' uno spazio che richiede solo testi e scritti, e null'altro. Per questo continuero' ad usare alcuni temi di default, forse modificandoli solo leggermente.

Scrivero' solamente in italiano. Non mi interessa imboscarmi con persone di altra nazionalita': questo spazio l'ho creato per condividere le mie emozioni (non i miei pensieri) con gli amici piu' cari, che, guarda caso, sono tutti italiani...

Non scrivero' di fatti che mi succedono nella vita quotidiana. A nessuno interessano. Mi concentrero' sulle emozioni, senza mettere in imbarazzo e far star male le persone che mi sono vicine, o almeno provandoci. Quindi, sara' uno spazio molto poetico ed onirico, conoscendomi.

Usero' molta poesia in quel che scrivo. Non posso vivere senza poesia. Sara' tutto molto criptico, ma ho scelto di condividere le mie visioni e le mie emozioni piu' profonde con voi.

Mi contraddiro' spesso con i miei post. Potrei rimangiarmi i punti che ho elencato prima, come se non li avessi mai scritti, anche se non penso.

Questo e' il mio spazio. Se non vi piace e l'ho impostato, cercatevi un altro blog.
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